Ulisse e la nostra vita

Cosa c’entra Ulisse con la nostra vita?
 
Ogni vita può essere paragonata ad un viaggio che consiste non solo nello scoprire posti nuovi che non conosciamo, ma anche nella ricerca di noi stessi. Rispetto al passato oggi è molto più facile spostarsi di luogo in luogo, ma rimane difficile viaggiare dentro sé stessi ed è diventato perfino complicato orientarsi nel mondo che ci circonda. Molti punti di riferimento che nel passato ci guidavano man mano stanno svanendo ed il mondo attorno a noi sembra cambiare più velocemente di quanto possiamo abituarci.
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Chi meglio di Ulisse allora potrebbe guidarci attraverso questo mare in tempesta che è la vita? Dopo la guerra di Troia l’eroe greco fece di tutto per tornare sano e salvo con i suoi compagni alla sua petrosa Itaca e mai si diede per vinto nonostante le mille difficoltà.
 
Quali consigli ci avrebbe dato il grande navigatore per vivere al meglio la vita senza perderci nella confusione del mondo?
Proviamo ad immaginare cosa avrebbe detto a suo figlio Telemaco:
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 FISSA LA META
“Vedi figlio mio, da quando sono partito da Itaca ho sempre conservato dentro al cuore il desiderio di tornare da voi qui a casa, ed è questa la cosa più importante da tenere a mente: fissa la meta della tua vita. La differenza fra un viaggiatore ed un vagabondo è che il primo ha un sogno da realizzare, un progetto da condividere, un orizzonte da raggiungere, mentre il secondo vive come fanno gli animali selvatici, erra di terra in terra senza uno scopo e spreca i suoi talenti con cui avrebbe potuto realizzare grandi cose… Come dici? Non sai qual è la tua meta? Beh figliolo, sei ancora giovane ed hai tempo per decidere, ma la tua meta per ora potrebbe essere proprio questo: scoprire chi sei e decidere in che direzione andare.”
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ESERCITA LA TENACIA
“Dopo aver tracciato la direzione o per meglio dire, l’orizzonte da seguire, solo in pochi hanno la volontà per seguirlo. Ma sono solo loro a vivere la vita in pienezza, figlio mio. Nella mia vita ho avuto molte sventure, ho visto morire i miei più fedeli amici, ho fatto degli errori e tante volte mi sono sentito abbattuto. Però, Telemaco caro, ho capito che valeva la pena rialzarsi ogni volta e fare esperienza di ciò che mi accadeva. A volte si può cadere, ma non hai mai vissuto invano se hai continuato a rialzarti: esercita la tenacia ogni giorno.”
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ESPLORA LE POSSIBILITA’
“Sai bene quanto amo scoprire posti nuovi, culture a me sconosciute e sfidare me stesso per diventare sempre migliore. Con moderazione, mio buon Telemaco, ti consiglio di non irrigidirti lì dove ti trovi e nelle tue posizioni, ma cerca sempre il confronto con gli altri e con altre culture, conserva i tuoi principii ma apri il cuore e la mente a nuove esperienze: esplora le possibilità che ti si offrono.”
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La vita come ogni viaggio non è mai senza difficoltà, ed un episodio vissuto da Ulisse nell’Odissea racchiude forse alcuni dei pericoli più insidiosi che possiamo incontrare ogni giorno: l’episodio delle sirene.
(libro XII, 39-54, trad. A.Privitera: Circe ammonisce Ulisse sugli eventi futuri)
Tu arriverai, prima, dalle Sirene, che tutti
gli uomini incantano, chi arriva da loro.
A colui che ignaro si accosta e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la moglie e i figli bambini
gli sono vicini, felici che a casa è tornato,
ma le Sirene lo incantano col limpido canto,
adagiate sul prato: intorno è un gran mucchio di ossa
di uomini putridi, con la pelle che si raggrinza.
Perciò passa oltre: sulle orecchie ai compagni impasta
e spalma dolcissima cera, che nessuno degli altri
la senta. Tu ascolta pure, se vuoi:
mani e piedi ti leghino nella nave veloce
ritto sulla scassa dell’albero, ad esso siano sian strette le funi,
perché possa udire la voce delle Sirene e goderne.
Se tu scongiuri i compagni e comandi di scioglierti,
allora dovranno legarti con funi più numerose.
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Torniamo di nuovo a far parlare Ulisse, ed ascoltiamo cosa avrebbe detto sull’episodio delle sirene.
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“Ricordi bene Telemaco, quando ti raccontai del mio incontro con le sirene… Ecco, secondo me incontriamo delle sirene ogni giorno e dobbiamo stare attenti ad evitarle. Bada bene: non tapparti le orecchie perché quelle potranno tornare più forti di prima, ma riconoscile e fai in modo che non ti possano ammaliare, molti uomini sono caduti a causa delle loro lusinghe…”
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DISTRAZIONE
“La prima sirena da cui devi guardarti, figlio mio, è la ‘Distrazione’. So che prima ti ho detto che è bene esplorare le possibilità, ma tieni a mente che alcune di queste non faranno che allontanarti dalla tua meta, ed un giorno potrai renderti conto di aver perso i tuoi anni migliori rincorrendo solo dei miraggi e sarà troppo tardi per tornare indietro.”
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APATIA
“La seconda sirena si comporta all’opposto della prima ed è chiamata da tutti ‘Apatia’. A volte potrai sentirti stanco di continuare, di tenere duro e di vivere al tuo meglio. Quel che ti consiglio, buon Telemaco, è di prenderti ogni tanto una pausa e di non stressarti troppo. Stai ben certo però che fare una pausa non significa buttare tutto all’aria, è come attraccare la nave per fare i rifornimenti per il viaggio.”
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SCORAGGIAMENTO
“L’ultima sirena è la più temibile delle tre e prende il nome di ‘Scoraggiamento’. A volte ti sembrerà che tutti gli sforzi che hai compiuto saranno stati vani e che ormai non vale la pena di continuare ad andare avanti. Mi sono sentito proprio in questo modo quando i miei compagni aprirono l’otre che mi aveva donato il dio Eolo per favorire la mia navigazione… Che sciagura! Figlio mio, stavo per buttarmi a mare per la disperazione finché non ho pensato a voi qua ad Itaca e veramente c’è mancato poco. In questi casi il mio consiglio è di pensare a ciò che più è importante nella vita e farsi aiutare dagli amici più cari, anzi, è questo di cui voglio parlarti.”
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L’eroe greco non viaggiò certamente da solo e sebbene tornò per disgrazia ad Itaca senza i suoi compagni, non sarebbe potuto arrivare senza il loro aiuto durante il viaggio.
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FORMA UNA SQUADRA
“Figlio mio, ricorda sempre che nella vita non sarai mai da solo se accanto a te ci saranno degli amici fidati. Ti suggerisco di intraprendere il tuo personale viaggio con qualcuno con cui ti trovi in sintonia: non solo il viaggio sarà meno faticoso, ma potranno esserti accanto nei momenti più difficili della tua navigazione. E’ una fortuna avere amici che condividono la tua stessa meta, ma anche con mete diverse, di sicuro la vostra vita sarà molto più bella insieme.”
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SOSTIENI I COMPAGNI
“Come ultimo suggerimento di padre, Telemaco caro, ti ricordo che anche tu sarai una guida ed un consigliere per i tuoi compagni. Anche loro come te affronteranno degli ostacoli nel loro viaggio ed è lì che avranno più bisogno di te; non ti sostituire mai a loro, ma non mancare mai di dare consiglio: ecco quello che fa un vero amico per gli altri naviganti, che tu sia loro leader oppure un loro compagno di viaggio.”
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E’ sera e padre e figlio, Ulisse e Telemaco, tornano finalmente a casa dopo un pomeriggio a parlare di ciò che conta di più.
Cosa pensi dei consigli di Ulisse e cosa avresti aggiunto secondo la tua esperienza? Scrivilo pure nei commenti e se ti fa piacere condividi l’articolo su facebook affinché possa raggiungere altri tuoi amici… Buona navigazione!
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Informazioni su Luciano

Sono un appassionato di crescita personale, mi interesso di psicologia, filosofia, comunicazione, religione e di tematiche sociali di attualità. Amo leggere, discutere e mi piace passare il tempo con giochi di strategia e di ruolo. Sono laureato in Sociologia, studio alla specialistica di Management e Comunicazione d'Impresa e nel prossimo futuro vorrei lavorare nella gestione delle risorse umane.

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