Un piacere meno comune

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Scrivo questo articolo dopo molto tempo perché qualche giorno fa ho fatto un’esperienza piacevole ed inaspettata fuori dalla routine: magari può essere un buono spunto di riflessione per te lettore che segui questo blog come lo è stata per me.

Se pronuncio la parola piacere sono sicuro che fra i primi collegamenti che avrai per la mente ci saranno momenti piacevoli in cui assaporavi una bevanda dissetante quando avevi sete, passavi delle ore in bella compagnia o ad esempio ascoltavi la tua musica preferita in un momento di relax.
Questo tipo di piacere è naturale, fisiologico e di per sé non ha nulla di negativo. C’è da riconoscere ad ogni modo che la pubblicità che ci sorbiamo continuamente fa leva spesso su questo tipo di piacere per proporci innumerevoli prodotti e ci fa dimenticare un altro tipo di piacere degno di essere riscoperto e goduto.

A quale piacere faccio riferimento? Lascia che ti racconti questa breve esperienza.an-iron-carving-chair-in-the-park
Qualche sera fa ero un pò stanco a causa del ritmo delle lezioni che stanno per concludersi, così ho deciso di uscire per una passeggiata nel parco a pochi minuti di distanza per distrarmi un pò. Arrivato nel verde mi siedo su una panchina che dà su uno spiazzo circondato da alberi e mi rilasso osservando la vegetazione che mi sta attorno con semplice curiosità. Cattura la mia attenzione il fatto che i rami degli alberi protendono tutti verso l’alto tranne quelli in prossimità del corso d’acqua subito accanto; ipotizzo che forse ciò è dovuto alla luce del sole che nello spiazzo è  minore dato che diversi alberi lo circondano mentre dalla parte del fiumiciattolo non c’è questa “concorrenza”. Il ragionamento però non mi convince dato che dei rami comunque sarebbero dovuti crescere verticalmente a prescindere e poi in caso dirigersi verso l’alto, perciò provo ad osservare meglio se per caso qualche dettaglio non possa scogliere il nodo; passano pochi secondi e mi accorgo che sotto il muschio ci sono dei segni di potatura di rami e collegando ciò al fatto che nello spiazzo ci sono delle panchine scopro l’uovo di colombo: i rami in quella direzione c’erano eccome, ma sono stati tagliati dai giardinieri per non fare troppa ombra sulle panchine.       A questo punto in me è sbocciata la piacevole sensazione di aver risolto il piccolo e banale problema e di esserci arrivato con un percorso ragionato senza saperlo in anticipo anche se ex-post la soluzione era di una banalità sconcertante.

 

Il piccolo episodio mi ha fatto riflettere sul piacere della conoscenza e della scoperta, troppo spesso dimenticato, che è la benzina per la mente di ogni scienziato e studioso.     Il piacere in questo caso è venuto da almeno tre motivazioni: in primo luogo dall’aver scoperto qualcosa, anche banale, con le proprie forze (nutre l’autostima); in secondo dall’aver scoperto qualcosa di “nuovo” che mi ha stupito e che adesso conosco (nutre il desiderio di conoscenza, di cambiamento); in terzo luogo deriva dal fatto di aver risolto un piccolo problema che sul momento mi aveva creato una piccola dissonanza rispetto a quello che mi sarei aspettato (nutre il desiderio di coerenza e stabilità).

Ognuno di noi fa esperienza di questo tipo di piacere ‘intellettuale’ e meno ‘sensibile’ dei piaceri più comuni, ma forse lo fa meno spesso di quanto gode degli altri tipi di piacere: cercare di fare esperienze piacevoli di questo tipo può essere un’interessante aggiunta per variare la monotonia dei piaceri quotidiani e può far sbocciare inaspettate scoperte che possono migliorare la qualità della vita.

Ti andrebbe di riscoprirlo come è successo a me? 🙂

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Questo articolo è stato pubblicato in Crescita Personale, Filosofia, riflessioni libere da Luciano . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Luciano

Sono un appassionato di crescita personale, mi interesso di psicologia, filosofia, comunicazione, religione e di tematiche sociali di attualità. Amo leggere, discutere e mi piace passare il tempo con giochi di strategia e di ruolo. Sono laureato in Sociologia, studio alla specialistica di Management e Comunicazione d'Impresa e nel prossimo futuro vorrei lavorare nella gestione delle risorse umane.

One thought on “Un piacere meno comune

  1. Sono piacevolmente d’accordo con la conclusione di questo articolo. Penso che i risultati di uno scienziato, o piu’ in generale di uno studioso dipendano tantissimo da quanto piacere gli procura l’attivita’ di cui si occupa.
    A volte conviene spezzettare un problema difficile in tanti piu’ piccoli. Non solo per esplicitarne la struttura e quindi facilitarne la risoluzione ma anche per nutrirsi di quel po’ di soddisfazione che consegue dalla risoluzione di uno di piccoli problemi che artificialmente ti sei creato. Questa soddisfazione fungera’ da trampolino di lancio per superare il difficile problema iniziale.

    Mi piace

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