Nel mondo degli handpan

Copertina in prestito da una musica di Peter Gundry, un caro amico che compone dei pezzi unici: https://www.youtube.com/watch?v=ZxNaqkrr_Fg.

Copertina in prestito da una musica di Peter Gundry, un caro amico che compone dei pezzi unici:
https://www.youtube.com/watch?v=ZxNaqkrr_Fg.

Vi è mai capitato, girando per strada o in un parco, di udire una melodia dal suono vagamente metallico, morbido, molto piacevole e rilassante? Molto probabilmente si trattava di uno handpan. Benché ancora siano pochi, i fortunati possessori di uno strumento di questo tipo sono sempre di più grazie al crescente numero di costruttori indipendenti che riescono a offrire, talvolta a prezzi ragionevoli, un esemplare adatto anche ad un principiante che voglia semplicemente sperimentarne le sonorità. Ciò che forse colpisce di più è la sua apparente antichità, l’aspetto di strumento etnico e tradizionale che cattura facilmente l’attenzione grazie alla sua struttura molto semplice e al suono pulito e melodioso.

A proposito, il video nel link iniziale è quello da cui è iniziata la viralità web dello handpan, grazie all’ottimo e simpaticissimo musicista inglese Daniel Waples, che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare l’umanità del suo carattere (figuratevi che mi ha regalato un paio delle sue Cascas, quelle specie di maracas africane che spesso utilizza nelle proprie performance, dato che io e la mia ragazza eravamo tanto interessati ad averne uno). Ma da dove nasce in realtà questo strumento? E come è possibile procurarsene uno? Questo è quanto adesso vedremo di scoprire. Innanzitutto

Un po’ di storia

Felix e Sabina alle prese con il Gubal, l'ultima creazione della PANArt.

Felix e Sabina alle prese con il Gubal, l’ultima creazione della PANArt.

Questo strumento, che sembra nato anticamente in qualche recesso isolato dell’Asia o appartenere alla remota tradizione di qualche sperduta isola pacifica, ha avuto origine al contrario all’inizio del XXI secolo, nel 2000, nel pieno cuore del Vecchio Continente, tra le tranquille montagne svizzere di due costruttori di Berna, Felix Röhner e Sabina Schärer, che da anni si occupavano della costruzione di steelpan. Avete presente la canzoncina “In fondo al mar” della Sirenetta? Ecco, lo strumento dal suono caraibico di sottofondo è nient’altro che lo steelpan, uno strumento tradizionale del Trinidad e Tobago spesso ricavato da grossi bidoni metallici. L’idea per la nascita di ciò che tramite la loro piccola azienda, la PANArt, si guadagnerà una notevole fama con il nome di Hang®, è sorta grazie all’amico percussionista Reto Weber, che in quel periodo stava sperimentando con un particolare strumento etnico, il ghatam, tra i più antichi della tradizione dell’India, che consiste essenzialmente in un vaso per l’acqua suonato con le mani battendolo sulle pareti e sull’imboccatura (qui un piccolo esempio). Questi chiese a Felix e Sabina se fosse possibile produrre uno steelpan da suonare con le mani similmente al ghatam, e così ha avuto origine lo Hang, parola che viene dal termine dialettale bernese per “mano” (plurale Hanghang). I primi prototipi vennero prodotti nel 2000, e lo Hang venne presentato per la prima volta nel 2001 alla Musikmesse di Francoforte.

Nella prima fila, da sinistra, il primo prototipo di Hang e un ghatam.

Nella prima fila, da sinistra, il primo prototipo di Hang e un ghatam.

La particolarità dello strumento, la sua apparente naturalezza e l’immenso fascino meditativo che ispira, sono tutti elementi che hanno contribuito a spingere un numero sempre maggiore di persone a provare a riprodurre lo Hang della PANArt, cercando di rifornire l’enorme domanda che si stava creando attorno a questo tipo di strumenti. Al momento, nel 2015, la PANArt ha smesso di produrre Hanghang e si dedica alla costruzione del Gubal®, di forma molto simile ma con il foro al posto della nota centrale invece che nella metà inferiore dello strumento.

A questo riguardo, una piccola nota terminologica può essere d’aiuto nel distinguere tra i vari nomi utilizzati tra musicisti ed amatori interessati. Precisiamo innanzitutto che Hang® è il nome con cui la PANArt ha commercializzato per prima la propria invenzione, è un marchio registrato e pertanto il suo uso come referente comune per questa categoria di strumenti, molto diffuso e utilizzato, è sconsigliato in quanto volgarizzazione del marchio; la sua variante hang drum è non solo sconsigliata ma anche impropria, dal momento che questo tipo di strumenti non sono assolutamente dei tamburi, cioè strumenti da suonare con una certa intensità di percussione che appartengono alla classe dei membranofoni, contrariamente agli strumenti della famiglia degli Hanghang, che sono idiofoni. Il nome comune più accettato per questo tipo di strumenti al momento è handpan, termine coniato dal costruttore americano Pantheon Steel e largamente diffuso come etichetta generica per questa classe di strumenti. Sta anche prendendo piede la variante onomatopeica di pantam, soprattutto tra gli scontenti del termine precedente, che sembra un’appropriazione indebita dallo steelpan, proprietà culturale del Trinidad, strumento comunque molto diverso dai pantam.

Personalmente prediligo il nome handpan, perché è intuitivo e fa capire che si tratta sostanzialmente di una struttura metallica curva suonata con le mani. Per brevità ammetto di usare spesso anche hang (qui in minuscolo perché usato genericamente) ma esclusivamente con coloro che non conoscono lo strumento, semplicemente perché trovo preferibile una comunicazione diretta ed efficace piuttosto che iniziare fin da subito un indottrinamento nomenclatorio.

Cenni sulla struttura generale

Gli handpan sono composti da due semisfere metalliche in acciaio, spesso chiamate metà Ding e metà Gu per distinguerle. Il ding è infatti la nota centrale degli handpan, che spesso, ma non sempre, presenta un sollevamento semisferico centrale che consente una sonorità diversa rispetto alla percussione nella regione circostante. Il gu è invece il foro inferiore, che è normalmente accordato secondo la scala di note dell’esemplare. Una cosa poco nota infatti è che lo handpan può anche essere suonato sul lato “inferiore”, quello con il gu, che produce un timbro molto simile alle percussioni.

Struttura delle note in uno handpan, immagine presa in prestito da http://www.handpanfan.com/.

Struttura delle note in uno handpan, immagine presa in prestito da http://www.handpanfan.com/.

Le note restanti, normalmente in numero variabile da 7 a 9, sono disposte sul lato ding attorno ad esso, e la disposizione standard è alternandole a destra e a sinistra in ordine crescente. Più è piccola la sezione che delimita il campo sonoro che può essere suonato per produrre una certa nota, più questa sarà acuta. Per questo spesso, la prima volta che si prende in mano uno strumento del genere, risulta da subito più facile far suonare le note gravi, che essendo più grandi sono in un certo senso più morbide e occorrono dei tocchi meno precisi. In effetti, la semplicità con cui lo handpan sembra produrre le proprie melodie è soltanto apparente: provatene uno, e vedrete che non è così semplice trovare il tocco giusto per riuscire a non riassorbire le vibrazioni prodotte, permettendo al suono di diffondersi.

Come procurarsene uno?

Gli Hanghang sono i pionieri degli handpan, e sono tra i più costosi esemplari (si aggirano tranquillamente oltre i 5000€). Sono tuttavia molto difficili reperire dal momento che non ne vengono prodotti di nuovi. Come detto si possono trovare numerose alternative, presenti anche in Italia. Hardcase Technologies è un’azienda tutta italiana che si è imposta come costruttore leader di custodie per proteggere questi delicati strumenti, ed il loro sito offre una comoda mappa che rintraccia moltissimi costruttori in giro per il mondo. Tra gli strumenti che si sono imposti per qualità possiamo trovare i BElls, prodotti in Spagna dalla BEllart, i Caisa in Germania, gli Halo della Pantheon Steel negli Stati Uniti, gli Spacedrum prodotti in Francia, gli SpB in Russia e il Disco Armonico in Italia. Questi strumenti possono arrivare fino ai 3000€ e anche più, ma si trovano esemplari poco sopra i 1000€ di diversi costruttori che offrono comunque una qualità del suono piacevole e ugualmente appagante per un neofita. Sul forum Handpan.org potete trovare una lista più comprensiva dei costruttori più conosciuti, e sono veramente tanti. Un’ottimo posto da cui partire è il gruppo Facebook Swap and Sale Handpan, dove potete vedere e chiedere prezzi nel range che fa per voi una volta richiesto l’accesso.

Il mio db Handpan, scala F-Integral, battezzato Tetsudou.

Il mio db Handpan, scala F-Integral, battezzato Tetsudou.

Riguardo a me e allo strumento che sono riuscito a procurarmi, è un db Handpan prodotto in Italia dall’omonimo costruttore, di cui trovate il canale Youtube e che vende esemplari ottimi per i principianti a prezzi molto convenienti, inferiori ai 1000€.

Sperando di aver esaurito i dubbi più pressanti degli entusiasti che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo, c’è spazio per una piccola

Galleria video

Innanzitutto vorrei condividere il documentario originale sulla PANArt e sulla nascita dello Hang, che però è in tedesco con i sottotitoli in inglese. Un bellissimo pezzo per due Hanghang, chiamati Hang Massive, lo potete trovare qui. Un brano stupendo di Daniel Waples e James Winstanley filmato a Goa, in India è Sam’s Dance. Altri musicisti molto conosciuti nel mondo degli handpan sono Nadishana e Davide Swarup, ma sono moltissime quelle persone che iniziano il proprio viaggio musicale intorno al mondo dopo essersene procurate un esemplare. Lo handpan è uno strumento particolare, meditativo, spesso anche un modo di vita, che inaugura un bios dedicato alla scoperta di sé, degli altri e del mondo. Get in the groove, friends!

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