“Renegades” del nostro tempo

“And I say,
hey, hey hey hey,
living like we’re renegades”

Da un po’ di tempo a questa parte in televisione spopola lo spot della Jeep Renegade. Motivetto accattivante, sequenza di immagini suggestive e testo minimale ed efficace. Risultato? Per quanto mi sforzi non riesco a togliermelo dalla testa ed in effetti è facile immaginare che lo spot deve aver avuto un peso non da poco sugli ottimi risultati delle vendite .

Ciò che mi sorprende piuttosto è il senso di ciò che canta il ritornello. Al di là delle motivazioni specifiche che hanno spinto il gruppo a scrivere questa canzone, il messaggio che viene proposto non può lasciare indifferente un ascoltatore esterno.

Proviamo con molta fantasia ad immaginare uno straniero che non conosce quasi nulla della nostra società e che ascolta per la prima volta questa canzone. Giustamente potrebbe chiedersi: “Perché mai una pubblicità di macchine dovrebbe esortare a vivere come rinnegati e tutto questo sembrare normale e non suscitare scalpore?”

 

Quella che propongo in questo articolo e nei due successivi è una delle possibili risposte che si può dare al nostro amico straniero. Sicuramente questa analisi non sarà una spiegazione completa, ma forse, coi suoi limiti, potrà servire anche a noi come spunto per capire il nostro tempo e quali effetti può avere sul nostro modo di agire e pensare.

Quali cambiamenti stanno attraversando l’Occidente da ormai qualche decennio? In modo schematico vediamone tre che hanno origine dai cambiamenti valoriali a cui abbiamo assistito ed altri tre che derivano dai cambiamenti tecnologici, economici e abitativi.

Cambiamenti

Esaminiamoli uno per uno in modo sintetico, provando a sospendere l’opinione riguardo a quanto ci piacciano o meno:

1) Dopo la caduta del muro di Berlino in Occidente sembra essere tramontata quasi del tutto l’ideologia egualitaria comunista, mentre al contrario l’ideologia del self-made-man americana sembra essere giunta allo Zenit. Il merito, la libertà individuale, il successo, l’ambizione, la competitività sono diventati assi portanti del nostro credo e questo ha avuto un riflesso sia nella vita pubblica che in quella privata.

2) Le religioni tradizionali in Occidente (le confessioni cristiane dominanti per lo più) è dagli anni ’80 che perdurano in una forte crisi. Sebbene il turismo religioso e i matrimoni o i funerali religiosi mantengono la loro importanza, quella che sembra diventata sempre più presente è una spiritualità “à-la-carte”. Una spiritualità quindi che preferisce scegliere in modo personalizzato a quali dogmi e valori aderire e che ad uno spazio pubblico preferisce confinare la religione solo nella propria interiorità insindacabile.

3) Se a metà del secolo scorso il divorzio, la separazione e la convivenza erano considerati quasi dei tabù, oggi questi sono molto diffusi e godono di piena legittimità. Prima era considerata “famiglia allargata” quella in cui famiglie nucleari imparentate fra loro condividevano lo stesso tetto, oggi lo è una con genitori divorziati, risposati e con figli fuori dal matrimonio. Un assetto familiare di questo tipo ha prodotto legami parentali più larghi e frammentati, contribuendo a diminuire la coesione che teneva insieme i membri della stessa famiglia.

a) Le nuove tecnologie hanno permesso negli ultimi decenni di tenerci in contatto superando le distanze con sempre maggiore facilità rispetto al passato. Ad una comunicazione face-to-face dei secoli scorsi (salvo eccezioni legate alla corrispondenza epistolare) si è ormai affiancata una comunicazione mediata dal telefono e negli ultimi tempi da pc e smartphone. Sebbene questi nuovi mezzi di comunicazione hanno accorciato le distanze fisiche, in alcuni casi paradossalmente ci hanno resi più lontani impoverendo i nostri rapporti umani.

b) Se nel passato si viveva prevalentemente in piccole cittadine, ci si conosceva bene nel vicinato e si era fortemente ancorati al territorio, adesso la tendenza va nella direzione opposta. Sempre di più si vive in grosse città perché è lì che si concentrano le possibilità lavorative, ci si conosce sempre di meno fra vicini e spostandosi con più frequenza rispetto al passato ci si sente sempre di meno appartenenti al territorio in cui si risiede.

c) Nei decenni passati dopo il secondo conflitto mondiale le prospettive di vita degli occidentali sembravano indicare ottime possibilità di crescita, sia dal punto economico che lavorativo. A parte la parentesi della crisi cubana, il futuro in Occidente sembrava indirizzato verso una continua crescita che avrebbe portato pace e prosperità almeno nella nostra metà del mondo. Negli ultimi anni sembra quasi che ci siamo svegliati da un sogno idilliaco in cui eravamo immersi. Oggi pochi sono ottimisti rispetto al futuro, l’assetto economico occidentale infatti dà continui segni di traballamento e la precarietà sembra diventata la parola d’ordine che accomuna il lavoro, l’economia e perfino l’ambiente.

society_tcm100-930831

Queste tendenze analizzate singolarmente sono però intrecciate fra loro nella realtà, infatti hanno relazioni interdipendenti ed è difficile dire quale ha influenzato per prima l’altra; un fatto ancor più interessante però è il loro effetto combinato sulla vita dell’uomo comune occidentale.

Di quale effetto si tratta nello specifico e che relazione ha con lo spot della Jeep Renegade?

Lo scopriremo nella seconda parte dell’articolo che presto sarà messo online: se ti è piaciuta questa prima parte e vuoi dire la tua condividilo pure con gli amici, parlane con loro e commenta liberamente qua sotto!

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Etica, Morale, Società e contrassegnato come , da Luciano . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Luciano

Sono un appassionato di crescita personale, mi interesso di psicologia, filosofia, comunicazione, religione e di tematiche sociali di attualità. Amo leggere, discutere e mi piace passare il tempo con giochi di strategia e di ruolo. Sono laureato in Sociologia, studio alla specialistica di Management e Comunicazione d'Impresa e nel prossimo futuro vorrei lavorare nella gestione delle risorse umane.

2 thoughts on ““Renegades” del nostro tempo

  1. Credo questa canzone sia stata scelta per far passare un messaggio di indipendenza – intesa come libertà – del brand e di chi acquista quel prodotto da quella spinta sociale omologatrice che talvolta impedisce di essere se stessi. Omologazione che i soggetti presenti nel video (skater sul tetto delle case, ragazzi che fanno un bagno a caso, persone che scavalcano cancelli…) hanno “rinnegato” per sentirsi liberi.
    Attendo la seconda parte 😀

    Mi piace

    • Benvenuto su questo blog Giacomo e grazie del tuo intervento 😀 ! Credo che tu abbia centrato proprio il nocciolo della questione ed in modo diffuso ne scriverò a breve nell’ultima parte di questo breve ciclo di articoli.
      Stay tuned!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...