Lupi su due zampe

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Una pubblicità che ci invita a vivere come rinnegati, una società liquida che sgocciola da tutte le parti ed un senso di precarietà e solitudine che si impone con sempre maggiore forza. Come possono reagire le persone a questa situazione non facile?

Nel primo articolo, di cui questo post è la conclusione, ci siamo chiesti come mai una pubblicità potesse inneggiare a vivere come dei traditori senza destare alcuno scandalo. Abbiamo riflettuto su alcuni cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni in Occidente e nel secondo articolo abbiamo visto come questi possano portare gli individui a sentirsi soli e svuotati di ogni legame significativo con la comunità, con il passato ed il prossimo.

Davanti a questo scenario ci sono diversi modelli di comportamento che le persone possono seguire per reagire/difendersi e due in modo particolare sono bersaglio delle pubblicità. Vediamoli nel dettaglio.

 

Il primo modello per semplicità lo chiameremo il Lupo Solitario. Alla solitudialpha-wolfne e alla mancanza di coesione sociale questo tipo di persona reagisce fondamentalmente con due atteggiamenti, egoismo ed edonismo. Il suo motto potrebbe riassumersi nella frase hobbesiana “homo homini lupus“: il mondo in cui vive è percepito come una giungla dove ognuno deve pensare a se stesso, nessuno gli deve chiedere niente e a nessuno deve dare nulla. Il Lupo Solitario pensa principalmente ai propri interessi e solo dopo a quelli degli altri se può ricavarne qualcosa; quasi come uno psicopatico manca di empatia, capacità che si è atrofizzata forse a causa di cattive esperienze e brutti traumi del passato.

Di contro cerca di saziare il proprio vuoto riempiendosi di attività edonistiche (discoteche, sesso promiscuo, alcool, droghe) che momentaneamente gli danno sollievo e non gli fanno pensare al suo stato. E’ lui che si impone sulla scena e sugli altri che tratta appunto come oggetti: il genere di pubblicità che fa leva su questo modello è ad esempio questa qui.

 

 

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Il secondo modello è una variante del primo, meno abietto nel suo comportamento ma probabilmente ben più diffuso dato che a prima vista è circondato da un alone positivo. Per semplicità lo chiameremo il Lupo Originale. Come il primo si sente diverso dalla massa e come il Lupo Solitario la ricerca del piacere ricopre un ruolo centrale nella sua vita. Rispetto al primo modello però non vede gli altri individui come dei meri strumenti o delle minacce, ma come dei seguaci o degli ammiratori anche se li considera inferiori. Per questa ragione egli cerca in tutti i modi di distinguersi da chi gli sta attorno e di emergere dalla massa: lui è il più originale, il più creativo, ha più stile ed è più “in” degli altri.

Il ritrovarsi distinti dagli altri non è l’effetto di una sua particolarità, ma proprio il fine a cui il Lupo Originale punta perché è in questo modo che stabilisce dei legami sociali e fonda la propria identità: il paradosso consiste nel fatto che per distinguersi “per qualcosa che non si è” ha bisogno necessariamente di seguire la moda del momento. Essa però, per sua stessa natura, si diffonde e diventa un fenomeno di massa; questo processo rende ciclicamente insoddisfatte le persone che cercano costantemente di distinguersi e al contempo le tiene ben strette perché gli permette di “rifarsi” con la prossima moda.

In questa prospettiva quindi, rigettare la tradizione, opporsi allo status quo e rifiutare le regole sono azioni ricercate in sé ed elogiate perché creano un senso di distinzione maggiore. Un modo di comportarsi simile è tipico degli adolescenti, il problema nasce quando esso diventa un modello permanente di comportamento su cui le pubblicità fanno leva. Tornando alla pubblicità della Jeep del primo post è facilmente intuibile che faccia leva proprio su questo modello, bersaglio prediletto di un altro famoso marchio oggi molto popolare.

 

 

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I due “lupi” richiamati fino ad ora sono chiaramente delle idealizzazioni estreme che ci aiutano però a prendere coscienza di comportamenti che tendiamo ad imitare quasi istintivamente per inerzia. Questi modelli infatti sono frutto di un presente problematico, sono abbastanza diffusi e spesso vengono riproposti dalle pubblicità che alimentano il nostro immaginario collettivo. Se teniamo bene a mente quanto detto fino ad ora possiamo da un lato prevenire questi comportamenti automatici e dall’altro lato capire un pò meglio il mondo che ci circonda.

Ti è piaciuto questo ciclo di articoli? Spero vivamente che leggere questi post sia stato stimolante per te come per me è stato scriverli. Se li hai apprezzati condividili pure con i tuoi amici e se vuoi scrivi fra i commenti cosa ne pensi e se l’argomento ti ha intrigato.

Un saluto!

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Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Etica, Società da Luciano . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Luciano

Sono un appassionato di crescita personale, mi interesso di psicologia, filosofia, comunicazione, religione e di tematiche sociali di attualità. Amo leggere, discutere e mi piace passare il tempo con giochi di strategia e di ruolo. Sono laureato in Sociologia, studio alla specialistica di Management e Comunicazione d'Impresa e nel prossimo futuro vorrei lavorare nella gestione delle risorse umane.

2 thoughts on “Lupi su due zampe

  1. ottime riflessioni espresse attraverso una forma scorrevole, leggera, ma allo stesso tempo tenace ed efficace. articolo accattivante, chiaro, cura nella scelta delle immagini. incantevole!

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