Per un utilizzo virtuoso di Facebook

Molto probabilmente state leggendo questo articolo grazie ad un link che avete trovato scorrendo pigramende lungo la vostra bacheca Facebook. Vi ha colpito, lo avete aperto, e lo state leggendo. Tuttavia, è una domanda meno ingenua di quanto sembri chiedersi come abbia fatto a finire lì. E se anche voi come me vi trovate la bacheca inondata di meme, notizie poco interessanti o stupide liste di curiosità, che irrimediabilmente affossano i post dei vostri amici o delle pagine più di nicchia, vi chiederete se c’è un modo per controllare i contenuti che volete vedere.

Via techcrunch.com

Via techcrunch.com

L’estremista tecnofobo, nostalgico della posta aviaria, che ci domandiamo cosa stia a farci su Facebook, vi dirà che no, Mark Zuckerberg ha il pieno controllo di quello che vedete. Se sicuramente le cose sono meno trasparenti di quello che sembra, la realtà è ovviamente un po’ più complessa, presentando sia luci che ombre di cui è meglio essere a conoscenza, per utilizzare Facebook in maniera più attenta e consapevole, un atteggiamento che può poi essere rivolto verso qualunque risorsa che lo sterminato mondo di Internet vi mette a disposizione.

Procediamo ora con ordine. Ebbene, un primo modo basilare per controllare almeno parzialmente gli aggiornamenti che vi arrivano in bacheca c’è, e probabilmente ne siete già a conoscenza. Per ogni pagina, amico o persona che seguite (non è necessario diventare amici di qualcuno per seguirne gli aggiornamenti pubblici, se questi attiva l’opzione di poter essere seguito, cosa che possiamo fare anche noi), potete selezionare il livello di priorità con cui vedere i loro aggiornamenti in bacheca, secondo tre diverse opzioni: “mostra per primi”, “impostazione predefinita”, e “non seguire più”.ordine pagine e amici

Preferenze Notizie button Per eseguire più agilmente questo compito potete anche procedere dalle Preferenze della sezione Notizie. Questa opzione può dunque essere utile in prima istanza quindi per sfrondare gli aggiornamenti da quei contenuti che non vi interessano, e per non rischiare di perdere quelli cui tenete di più. I limiti più ovvi di questa scelta è che se prediligete certi contenuti a discapito di altri, post altrettanto interessanti di amici e pagine rischiano di non essere visualizzati.

Negli ultimi anni c’è stata parecchia discussione sugli effetti di un fenomeno di Internet che coinvolge siti come Google e Facebook, che utilizzano degli algoritmi per stabilire a quali risultati delle ricerche che svolgiamo assegnare la priorità in base alle caratteristiche dell’utente, così da personalizzare gli esiti di quello che vediamo nelle Notizie di Facebook o quando compiamo una ricerca su Google. Questo crea dunque una “bolla di filtraggio”, o filter bubble, secondo il termine coniato da Eli Pariser, che impedisce a contenuti che in teoria non ci interessano di apparire nelle nostre ricerche (e nell’epoca di Internet, gli algoritmi non sono più uno strumento neutrale). In teoria, naturalmente, perché i nostri interessi sono stabiliti dalle nostre ricerche stesse, dalle pagine che visitamo, dai click e dai Like che facciamo, e questo non è esattamente un modo affidabile per capire cosa davvero ci appassiona. Cercate una sola volta per curiosità degli attrezzi per il giardinaggio? Ecco che due avvisi pubbliciatari ogni tre su qualsiasi sito che visitiate o pagine suggerite riguardano rastrelli, zappe e mietitrebbiatrici, anche se non avete il minimo interesse a comprarne uno. L’aspetto vantaggioso è che vediamo più cose che ci potrebbero interessare, cosa che va anche incontro agli interessi economici dei tecnocapitalisti proprietari di quei contenuti o di quelle risorse. Lo svantaggio è che si crea una tendenza ad escludere contenuti che mettono in questione le nostre idee (per esempio in ambito politico, date un’occhiata ai link di questo paragrafo) o che evidenziano aspetti di cui non ci siamo interessati ma che, se li vedessimo, potrebbero interessarci.

La questione è ovviamente un punto focale dell’etica di Internet, ed è un problema complesso che non intendiamo approfondire qui e ora. Invece per quanto riguarda gli aggiornamenti che vediamo su Facebook per fortuna, il sito ci consente ancora di personalizzare quello che vogliamo vedere e pure di scegliere con chi condivere quello che vediamo (grazie cerchie di Google+). Lo strumento che abbiamo a disposizione per questo sono le Liste, che sono di due tipi, per gli amici e per gli interessi.

Grazie alle liste di amici possiamo raggruppare i nostri contatti in cerchie personalizzabili (ce ne sono anche di default come Amici più stretti, Familiari ecc.) in modo da restringere la visibilità dei nostri post da occhi indiscreti permettendo che vengano visualizzati solo da coloro che fan parte della lista. Questo è un ottimo utilizzo delle liste a tutela della nostra privacy, che potete sfruttare cliccando sulla sezione “Amici” nella barra laterale della home di Facebook.

Dalla sezione Interessi potete aggiungere singole liste ai preferiti, liste che potete creare cliccando su "Interessi"

Dalla sezione Interessi potete aggiungere singole liste ai preferiti, liste che potete creare cliccando sul nome della sezione, da cui potete accedere a tutte le vostre liste

Tuttavia il grandissimo vantaggio di fare ciò è che queste liste fungono anche da bacheche personalizzate. Ad esempio, se create una lista con gli amici del “Club di Scacchi”, oltre a poter condividere post visibili solo a loro potrete visualizzare una bacheca con solo i post di quelle persone. Grandioso no? Finalmente i loro aggiornamenti non saranno affossati dai ben più numerosi post di pagine di news che pagano Facebook per avere visibilità. Nello stesso modo potete raggruppare pagine, persone che seguite ed amici in liste di Interessi in modo da avere una bacheca apposta per i loro aggiornamenti, potendo impostare anche la privacy di questa lista. Per esempio potreste raccogliere tutte le pagine che riguardano il gioco del Go in unica lista pubblica (da notare che non siete obbligati a mettere Mi piace ad una pagina o a riceverne gli aggiornamenti per poterla aggiungere alla lista, in modo da evitare di intasare la bacheca principale), oppure tutti gli amici che pubblicano post di politica in una lista privata, così da poterle consultare ogniqualvolta abbiate voglia di vedere gli ultimi aggiornamenti a riguardo.

Un consiglio su come eseguire questa operazione. Per quanto riguardo le liste di Amici create nella sezione omonima, pensatele in termini di visibilità dei vostri post: chi volete che veda i post che fate? Per esempio potreste creare una lista di amici stretti con cui condividere solo fatti personali o commenti che non volete siano visibili al vostro datore di lavoro, a meno che questi non sia malauguratamente anche il vostro migliore amico (notare che la lista di default Amici più stretti vi notifica anche delle attività delle persone che aggiungete, mentre la lista personalizzata vi lascia impostare in autonomia se e come ricevere delle notifiche riguardo i membri di quella lista), o amici che sapete sono interessati a discutere temi di scienza e tecnologia per condividere delle notizie solo con loro senza intasare la bacheca di persone cui pensate non interessino (anche se così facendo stareste creando voi stessi una filter bubble a persone che magari non ne discutono ma cui potrebbe interessare il tema). La lista di default Conoscenti è ottima per escludere quelle persone che magari avete visto un paio di volte ma con cui preferite non condividere alcuni aggiornamenti.

Per quanto riguarda invece le liste di Interessi in cui inserite amici, pensatele in termini di visibilità dei post altrui: di chi volete vedere i post? Per esempio un amico appassionato di cucito potreste inserirlo in una lista di pagine di cucito, in modo da accorpare gli aggiornamenti sul tema. Oppure potreste creare liste di amici che postano principalmente su un determinato tema, in modo da vedere solo i loro aggiornamenti (se create la stessa lista in Amici, potrete però anche condividere post visibili ai soli membri di tale lista, cosa che gli Interessi non vi permettono di fare).

Insomma, Facebook vi mette a disposizione il modo per personalizzare sia la vostra privacy tramite le liste di Amici, sia i contenuti che volete vedere grazie alle liste di Interessi. Sono strumenti fondamentali per godere appieno delle potenzialità qualitative della piattaforma, nonostante Facebook non sia Reddit né Quora. D’altronde in Like è qualcosa di intrinsecamente populista, al contrario dell’Upvote, che secondo la Reddiquette ha un significato qualitativo ben diverso rispetto ai contenuti del social network di Zuckerberg. Cionondimeno, per arginare parzialmente il problema della filter bubble, potreste creare liste di pagine dall’orientamento diverso dal vostro, o includendole nelle vostre liste tematiche, per esempio pagine di sinistra, se siete di destra, o pagine a favore della sperimentazione animale, se siete contrari, in modo da poter sentire anche una voce diversa dal solito e potervi confrontare più apertamente. Chiaro, l’onestà intellettuale presuppone una certa coscienza del dialogo, che se è una cosa che vi sta a cuore probabilmente vi sarete già adoperati per migliorare la vostra esperienza su Facebook in tal senso.

In conclusione, la filter bubble è un problema etico e sociopolitico di carattere sistematico che i gestori di queste piattaforme devono prendere in considerazione. Da parte sua, l’utente virtuoso è consapevole di avere sua disposizione gli strumenti per far sì che la diversità dei post che vede non sia così limitata. Buona navigazione negli oceani della rete!

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